martedì, 16 ottobre 2007
Dico solo una cosa:

Molte volte i bambini sono più intelligenti, più furbi, più corretti, meno falsi e più grandi(in tutti i sensi) delle persone adulte, anzi, in certi casi direi sempre...chi vuole capire capisca!

P.S. Grazie Antoine per avermelo fatto capire!
postato da: JohnDoe666 alle ore 13:25 | Permalink | commenti (9)
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martedì, 02 ottobre 2007
Ho visto cose...
Ho visto un fenomeno, un fuoriclasse, un campione...ho visto un uomo vincere, stravincere, dominare!
Ho visto Paolo Bettini trionfare in un mondiale dai contenuti splendidi e incredibili, l'ho visto trionfare non solo con la classe infinità che ha, ma con la testa e soprattutto col cuore.
Ho visto un genio che quando viene offeso e s'incazza , ovvero quando doveva dimostrare quello che valeva, vince!
Esattamente come fece l'anno scorso al Giro di Lombardia dopo la morte del fratello.
Il "grillo" ha dimostrato tutto il suo valore, alla faccia degli organizzatori tedeschi che lo volevano escludere, alla faccia di dichiarazioni credo e spero veramente assurde da pate del suo
ex compagno di squadra ,alla faccia di regole incredibili che non favoriscono questo splendido sport, alla faccia della confusione che comunque rimane in questo ambiente, perchè ache se ora sembra tutto dorato, qualcosa che non va c'è, molto che non va.
Molti rubano e lo fanno volontariamente.
E allora ripartiamo da qui, ripartiamo da quello che di buono Bettini ci ha offerto, ci offre e ha da offrirci, dagli esempi che ci ha dato, dalla fantasia con la quale corre e dal cuore che ci mette, ripartiamo da questi esempi che sono molti, moltissimi.
Recuperiamo una voglia di sport pulito e di cultura sportiva, sia nel farlo che nel guardarlo lo sport.
Ripartiamo e facciamolo per bene.
Comunque intanto ...Grazie "Grillo"!
L'emozione che mi hai dato è stata enorme, soprattutto per uno che, come me, ti ha sempre seguito e sa come è stata tutta la tua carriera.
Grazie ancora Paolo.

                      
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martedì, 31 luglio 2007
Riprendo un articolo apparso su Yahoo per ricordare Michelangelo Antonioni:

E' morto Michelangelo Antonioni. Il celebre regista si è spento ieri sera a Ferrara all'età di 94 anni, al fianco della moglie Enrica Fico. Domani in Campidoglio sarà allestita la camera ardente, i funerali si svolgeranno dopodomani a Ferrara. Nato a Ferrara il 29 settembre 1912, durante l'università a Bologna si appassiona al teatro e collabora con il Corriere Padano quale critico cinematografico. Dopo essersi laureato in Economia e Commercio, si trasferisce a Roma, si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia. Ma presto molla tutto e, dopo aver collaborato alla sceneggiatura di Un pilota ritorna (1942) di Roberto Rossellini, raggiunge la Francia dove fa esperienza quale aiuto-regista di Marcel Carnè. Tornato in Italia, nel 1943 realizza il suo primo documentario Gente del Po che conclude solo nel 1947 per la guerra. Fino alla fine degli anni '40 si dedica al giornalismo, alla sceneggiatura - collaborando con Giuseppe De Santis, Federico Fellini e Luchino Visconti - e al documentario. Grazie a Nettezza Urbana
e L'amorosa menzogna (1949) riceve il Nastro d'argento per il miglior documentario. Con il primo lungometraggio di finzione Cronaca di un amore (1950) si mette in evidenza e ottiene un Nastro d'argento speciale "per i valori umani e stilistici". Nel 1956 vince il Nastro d'argento per la miglior regia e il Leone d'argento a Venezia con Le amiche (1955), ma è con la trilogia L'avventura (1960), La notte (1960) e L'eclisse (1961) che si impone all'attenzione internazionale. Con questi film guadagna numerosi riconoscimenti tra cui il premio speciale della giuria al Festival di Cannes (1960/62) e l'Orso d'oro a Berlino (1960). Nel 1964 abbandona il bianco e nero e realizza il suo primo film a colori Deserto rosso che a Venezia vince il Leone d'oro e il premio FIPRESCI. Con Blow Up (1966) riceve la sua prima e unica candidatura all'Oscar come regista (ne riceverà uno alla carriera nel 1995) e vince la Palma d'oro a Cannes. Nel 1983 gli viene conferito il Leone d'oro alla carriera. Rimasto lontano dal set per diversi anni in seguito a un ictus che gli toglie l'uso della parola, da cui è colpito all'inizio degli anni '80, vi ritorna nel 1994 con l'aiuto di Wim Wenders insieme al quale realizza Al di là delle nuvole, vincitore del premio FIPRESCI a Venezia. Per lungo tempo legato all'attrice Monica Vitti, protagonista di molti suoi film, dal 1986 è sposato con Enrica Fico. Nel 2004 aveva scritto e diretto Il filo pericoloso delle cose, episodio del trittico Eros a fianco dei colleghi Steven Soderbergh e Wong Kar-wai. Sempre nel 2004 aveva diretto il documentario Lo sguardo di Michelangelo, che rimane la sua ultima opera.
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venerdì, 20 luglio 2007

Get Your Own Player!


Ieri sera, a 15 anni dalla sua morte, Canale 5 ha trasmesso il film per la Tv "Paolo Borsellino".
Solitamente odio tali film e fiction, ma per rispetto per il Magistrato Palermitano e per il Giudice Giovanni Falcone, ho deciso di vederlo.
E sorpresa, era un gran bel film. Immagini che trasmettevano emozioni, con una colonna sonora a volte ossessiva ma che le amplificava e le sottolineava molto bene.
Al momento di parlare dei due attentati ai due protagonisti le immagini sfumavano in quelle reali trasmesse dai telegiornali ormai tre lustri fa, con un montaggio sapientemente confezionato.
Sapevo cosa avessero fatto e per cosa e come fossero morti i due, ma "viverlo" così mi ha fatto tornare tutto alla memoria e, in un certo senso, mi ha fatto male.
Immagini di un 'Italia che era, e che in molte realtà  ancora oggi è, mi hanno ferito, facendomi capire ancora di più che razza di uomini fossero Borsellino, Falcone, le loro scorte, le loro famiglie e tutti quelli che con loro hanno collaborato e che continuano a portare avanti il loro lavoro.
Uomini e donne che hanno sacrificato molte volte la vita per degli ideali, e che per questo vanno non solo ricordati ma, quando possibile, imitati e onorati.
So che suona tanto come la solite parole semplici e facili da dire, la solita retorica semplicistica, ma così è.
Quindi, ho deciso anche io di ricordare quelle persone, sperando vivamente di non vedere più film del genere!




Insieme a Falcone, a Capaci, il 23 maggio 1992
persero la vita la moglie Francesca Morvilio, magistrato, e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro.
Con Borsellino, il 19 luglio 1992, in via D'amelio a Palermo perirono:

  • Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.
  • Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.
  • Emanuela Loi, 24 anni, la prima donna poliziotto entrata a far parte di una squadra di agenti addetta alla protezione di obiettivi a rischio.
  • Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.
  • Claudio Traina, 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.
Antonio Vullo, 32 anni, agente, sposato e padre di un figlio è l’unico riuscito a sopravvivere alla strage. Mentre i suoi colleghi si stringevano, come d’abitudine, attorno al magistrato, Vullo parcheggiava la macchina poco distante.



postato da: JohnDoe666 alle ore 14:24 | Permalink | commenti
categoria:mafia, ricordo, falcone, attentati, borsellino, cosa nostra, capaci
mercoledì, 18 luglio 2007
Io non capisco come mai noi non riusciamo mai a farlo....
E' stato trovato positivo al doping il ciclista tedesco
Sinkevich (con un rapporto di testosterone di 24 a 1 quando è consentito un massimale di 4 a 1).
E la reazione? Beh, le due Tv tedesche, con ascolti che arrivano fino al 40% dello share hanno rispettato le promesse fatte.
Mesi fa avevano giurato che in caso di positività di qualsiasi atleta le tv di stato tedesche non avrebbero più trasmesso la Gran Boucle, e così è stato.
Quindi niente più immagini in diretta del Tour in Germania. Una decisione forte forse, ma in qualche modo epocale, che dice basta alla politica del furto e dell'antisportività.
E noi (parlo in campo sportivo e di giustizia sportiva, non voglio entrare in discorsi più ampi) che non riusciamo neanche a squalificare squadre che rubano in maniera per giunta grottesca, che parliamo di giustizia per pene irrisorie, non riusciamo mai a fare le cose giuste fino in fondo.
Spendiamo molto per la ricerca e per le tecnologie, riusciamo a trovare chi ruba, ma poi? Niente, le pene sono quasi nulle e prendono totalmente per il culo gli spettatori, che sono l'anima degli sport.
I valori ormai non ci sono più, o lottiamo o non li chiamiamo più SPORT, ma intrattenimento, cinema o roba simile.
E poi ci lamentiamo se non ci assegnano Europei di calcio, Olimpiadi estive ecc.
Smettiamo di lamentarci e facciamo qualcosa.
Qualcuno lo fa, qualcuno se ne frega dei soldi e fa le cose giuste, magari estreme, ma danno un esempio.
Non vale più dire: tutti si adeguano al sistema quindi cosa possiamo fare?
Basta! Svegliamoci! anche per quanto riguarda la popolazione, smettiamo di tifare per ladri o stronzi, quando uno sbaglia deve pagare, e qui non accade mai!

postato da: JohnDoe666 alle ore 14:55 | Permalink | commenti
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